Visualizzatore medico JINDETECH X Raggi Film Diagnostico E.N.T Illuminatore LED View Box

Caratteristiche
1. Certificato CE
2. Sorgente luminosa a LED, disposizione isometrica a matrice di punti per uniformità di luminanza elevata (oltre il 90%)
3. La luminanza massima oltre 4500cd / ㎡ e la temperatura del colore raggiungono 9600 k con 100.000 durata
4. Solo 4,5 centimetri di spessore, di bell’aspetto e di risparmio di spazio
5. L’intensità della luminanza è regolabile tramite commutatore digitale
6. Dotato di attivazione automatica del film, il pannello si accende automaticamente quando si inserisce il film e si spegne quando si porta via il film
7. Taglierina elastica brevettata per film di silice, che offre un facile inserimento, tenuta rapida e facile rimozione
8. Adattatore di alimentazione incorporato, che offre un’ampia gamma di alimentazione: da 100 V a 240 V, 50/60 Hz.
9. Può essere montato a parete o sul desktop
10. Più facile da illuminare rispetto a CCFL e la lunga durata della lampada a LED è di 100.000 ore, oltre 5 volte rispetto alla lampada CCFL
11. Attivazione automatica del film, ogni pannello può illuminarsi automaticamente e individualmente quando si inserisce il fim
12. La frequenza è superiore a 50kHz, gli occhi non si sentiranno stanchi neanche a lungo
13. Adotta il fermaglio di gomma silicea elastica, evitare che il fim si incastri o si lasci cadere (Raggi Dental Film Reader X )
14. sku: JD-L-01AII

Specificazioni
1. Modello: JD-01AII
2. Dimensione di visualizzazione (mm): 355 × 424
3. Dimensione esterna (mm): 507 × 438 × 45
4. Peso netto: 3 kg
5. Sorgente luminosa: retroilluminazione a LED, durata> 10000 ore
6. Temperatura di colore: oltre 9600K
7. Luminosità: da 650 a 4500cd / ㎡ regolabili
8. Uniformità della luce:> 90%
9. Commutatore: commutatore digitale
10. Interruttore di attivazione del film: sì
11. Alimentatore: esterno
12. Fermaglio da film: firmaglio in gomma elastica silicea
13. Spessore: 4,5 cm
14. Installazione: sia per il montaggio a parete che per il desktop
15. Schermo: schermo acrilico Mitsubishi
16. Potenza assorbita: 110 V-240 V / 50 – 60 Hz
17. Consumo di energia: ≤ 25W






Comments

Orto-perio negli adulti

In cosa consiste il trattamento di orto-perio?

Uno dei trattamenti più rivoluzionari che sviluppiamo in Vitaldent per evitare la perdita dei denti è quello che si definisce “Orto-perio”. Attraverso l’installazione di un elemento d’ortodonzia, si introduce all’interno dell’osso in buono stato e nel tessuto parodontale, che prima sarà stato curato dal parodontista, il maggior numero di elementi dentali suscettibili a possibile perdita.

In questo modo, oltre a salvare il maggior numero di elementi dentali, otteniamo che il paziente recuperi l’armonia del suo sorriso.

 

Qual è l’origine della mobilità dentale?

Le malattie parodontali colpiscono una percentuale molto elevata di persone adulte. Se i problemi di gengive non vengono identificati e trattati precocemente, inizieranno a colpire il supporto dentale provocando la conseguenza più grave e immediata che è la perdita degli elementi dentali, con problemi conseguenti per il paziente sia per la salute, sia dal punto di vista estetico.

 

Qual è l’origine del problema?

Se durante l’infanzia o l’adolescenza non sono stati risolti problemi relazionati alla respirazione nasale, la cosa più probabile è che il morso presenti una posizione dentale scorretta che provoca una deviazione nella mandibola, e di conseguenza contratture muscolari al collo, alla cervicale e alla schiena (motore endodontico ).

 

Che segnali ci possono aiutare a identificare questa sindrome?

Le occhiaie marcate o la forma del viso, o allargata o schiacciata. Queste alterazioni possono causare una masticazione non equilibrata con effetti negativi sulla digestione e la nutrizione dell’adulto, incoraggia la respirazione boccale e limita l’igiene dentale, provocando un maggiore sviluppo di carie e malattie parodontali e persino il linguaggio può risentirne.

 

Come si curano?

Il trattamento per risolvere questi problemi consiste in un rilassamento neuromuscolare e un allineamento dei denti con l’idea di ottenere una occlusione dentale ottimale che stabilizzi le strutture muscolari di collo e schiena. Per questo si impiegherà un’ortodonzia che andrà a risolvere i problemi di morso, e in un secondo momento una ferula di scarico che aiuterà a correggere il bruxismo. Dal momento che le aspettative di trattamento della popolazione adulta sono cambiate negli ultimi anni, è sempre più frequente la richiesta di trattamenti di ortodonzia per adulti (Lampade diagnostiche).






Comments

Q Che cosa significa e coinvolge la procedura?

Q Che cosa significa e coinvolge la procedura?
A Il dentista applica in un dente il prodotto sbiancante con un specialmente fatto vassoio che si inserisce in bocca simile a uno scudo. Poi la sostanza chimica viene attivata con il calore, o il calore e la luce combinata. Il principio attivo nel prodotto è normalmente perossido di idrogeno o perossido di carbamide. Se il dente è stato trattato dal radice, il canale, che conteneva già il nervo, può essere riaperto e il prodotto sbiancante viene messo dentro. In entrambi i casi, la procedura deve essere ripetuta fino al raggiungimento della giusta tonalità.

Q Quanto dura la procedura?

A Prima di tutto avrete bisogno di 2 o 3 visite. Il dentista dovrà fare un paradenti e dovrà prendere le impressioni per questo al primo appuntamento. Una volta che il dentista ha iniziato il trattamento, si dovrà continuare il trattamento a casa. Ciò significa applicare la candeggina regolarmente più di 2-4 settimane per 30 minuti a 1 ora per volta. Tuttavia, i nuovi prodotti possono essere applicati per 8 ore alla volta, e questo significa che un risultato soddisfacente può essere ottenuto in 1 settimana (lampada per sbiancamento).

Q Perché i miei denti devono essere sbiancati?
A Ogni persona è diversa; e proprio come i nostri capelli e pelle colore varia, questo vale per i nostri denti. Alcuni denti hanno una sfumatura giallastra, alcuni sono più beige – molto pochi sono in realtà ‘bianchi’. Denti gialli anche con l’età possono diventare colorati sulla superficie da cibi e bevande come tè, caffè e di ribes nero. Calcolo (tartaro) può anche influenzare il colore dei denti. Alcune persone possono avere macchie all’interno dei loro denti. Ciò può essere causato da alcuni antibiotici o piccole crepe nei denti, che assorbono la macchia.

Q Sarò soddisfatto dei risultati?
A Risultati di trattamento possono variare a seconda delle tonalità originale dei denti. I denti tendono a scurire leggermente nel corso del tempo. L’effetto dura per circa 1 a 3 anni, anche se a volte può durare più lungo. Alcune persone trovano che i loro denti sono sensibili per i primi giorni dopo il trattamento, ma questo svanisce dopo un breve periodo (strumenti dentista).






Comments

Sbiancamento Denti

Lo sbiancamento dentale è un trattamento estetico molto richiesto; come tale ha ormai assunto una notevole rilevanza sia in ambito domestico che in quello professionale. Denti bianchi e sani rappresentano, infatti, una delle caratteristiche estetiche più ambite e ricercate.

Sbiancamento dentaleMa che cos’è esattamente lo sbiancamento dentale? Sotto questo termine rientra, genericamente, qualsiasi trattamento che porta i denti ad apparire più bianchi. Nell’articolo dedicato al loro colore – a cui rimandiamo chi volesse approfondire l’argomento – abbiamo visto come tale caratteristica, assolutamente individuale, sia spesso lontana dal ricalcare il tanto desiderato candore. La colpa, in molti casi, è da attribuirsi a caratteristiche genetiche sfavorevoli, al fumo, al passare del tempo e all’assunzione di cibi o bevande particolari, come caffè, liquirizia, tè e coloranti artificiali (lampada sbiancante denti).
Per riportare il colore dei denti al bianco e alla luminosità di un tempo, è possibile scegliere tra diverse tipologie di trattamenti sbiancanti, rapidi e non invasivi. Aldilà dell’efficacia insita nelle varie metodiche, occorre innanzitutto prendere coscienza dei loro limiti. Sottoporsi a questi trattamenti, infatti, significa nel migliore dei casi riportare il colore della dentatura all’antico splendore, fino a schiarire leggermente le tonalità conferitegli da madre natura.

Indicazioni
Lo sbiancamento denti è indicato per trattare le discromie dentali che possono manifestarsi nel corso della vita di un individuo. A questo proposito, ricordiamo che tali discromie possono essere superficiali (come quelle causate dall’eccessivo consumo di caffè o dal tabacco), oppure più o meno profonde (come quelle causate dall’assunzione di alcuni tipi di farmaci).
Lo sbiancamento dentale, inoltre, può essere effettuato sia su denti vitali, sia su denti che hanno perso di vitalità (denti devitali). In quest’ultimo caso, tuttavia, la procedura è leggermente più complessa e richiede tempi d’esecuzione maggiori (strumenti dentista).

Comments

Che cos’é l’Endodonzia

E’ la branca dell’Odontoiatria che si occupa della terapia dell’endodonto, ovvero della camera pulpare e dei canali radicolari che contengono la polpa dentaria: li svuota, sagoma, deterge, disinfetta e per ultimo li ottura sigillandoli.

E’ una terapia necessaria in presenza di una pulpite acuta, del granuloma, dell’ascesso o quando il dente per motivi protesici deve essere rimpicciolito a tal punto compromettere la vitalità del tessuto pulpare.

La pulpite:
è una patologia infiammatoria acuta del tessuto pulpare e si manifesta con dolore spontaneo e al freddo, irradiato verso la tempia o l’orecchio (Turbina odontoiatrica ).

Il granuloma dentale:
è una patologia infiammatoria cronica, del tessuto paradontale che circonda la radice, sostenuta da batteri presenti nel canale radicolare, è asintomatica e rivelata da un esame radiologico.

L’ascesso dentale:
è una patologia infiammatoria acuta, del tessuto paradontale che circonda la radice, sostenuta da batteri presenti nel canale radicolare e si manifesta con dolore localizzato spontaneo e alla masticazione, non è sensibile al freddo, ma al caldo e si può accompagnare a gonfiore (fotopolimerizzazione).

Comments

Impianti bifasici e impianti monocomponente

Gli impianti dentali oggi in commercio si possono dividere in due categorie: gli impianti a due componenti (o impianti bifasici) e gli impianti monocomponente (o impianti trasmucosi).

Gli impianti a due componenti o impianti bifasici non necessitano di collegamento poiché impianto e moncone protesico sono forgiati in un unico elemento. Questo sistema, oltre a prevedere una ridotta componentistica protesica, elimina un punto di minore resistenza presente invece negli altri impianti: la vite che collega il moncone protesico all’impianto.

Parte degli insuccessi in implantologia si verifica infatti a seguito della frattura di questa vite. Gli impianti bifasici, di gran lunga più diffusi, prevedono diversi sistemi di connessione con il pilastro o con il restauro protesico. Alcune ditte prevedono la realizzazione di impianti con un sistema di connessione antirotazionale, dotato di un esagono esterno o interno.
Altre hanno proposto un sistema di connessione di tipo conico, che garantisce un ottimo sigillo marginale tra impianto e moncone protesico; altre ancora adottano un sistema composto di un esagono interno unitamente a una porzione a geometria conica (Micromotore implantologia).

L’unione di questi due sistemi permette di ottenere notevoli vantaggi durante le fasi di presa dell’impronta, propri del sistema esagonale, mantenendo sempre le buone capacità di sigillatura, proprie del sistema conico.

Gli impianti bifasici prevedono una parte endossea e una componente transmucosa che consenta il posizionamento della riabilitazione protesica. Tra le due componenti è presente una connessione, solitamente posizionata a livello della cresta ossea. Tra le componenti appena descritte è presente un micro gap.
La componente transmucosa è liscia, può essere in titanio o in zirconio, materiale che offre notevoli vantaggi in regioni ad alta valenza estetica.

L’impianto bicomponente presenta dunque due componenti che si ingaggiano tra loro con una precisione micrometrica tramite una connessione. Le due componenti di un impianto bifasico possono connettersi mediante due diversi metodi: tramite connessione interna o connessione esterna.

La connessione interna prevede la penetrazione dell’abutment all’interno del corpo implantare, mentre la connessione esterna prevede che l’accoppiamento tra l’abutment e l’impianto resti sulla testa dell’impianto, con la sola penetrazione della vite di connessione all’interno dell’impianto.

Gli impianti monocomponente o transmucosi non presentano questa distinzione: la parte endossea e quella transmucosa sono unite a formare un’unica entità senza la presenza di microgap. La componente transmucosa non va affondata nella compagine ossea, ma deve affiorare nel cavo orale (telecamera intraorale).

Comments

Gnatologia

Storia Della Gnatologia

Il termine “Gnatologia”, coniato dal Dr. Harvey Stallard di San Diego (USA) all’inizio degli anni ’20,  significa “studio della mandibola”. Tale definizione è stata ampliata dalla “Gnathological Society” del 1926 in “la scienza che si occupa degli aspetti biologici dei meccanismi di masticazione, cioè la morfologia, anatomia, istologia, fisiologia, patologia e le terapie dell’organo orale, specialmente le mascelle e i denti, e le relazioni dell’organo masticatorio con il resto del corpo”.

Il cosiddetto “Principio gnatologico” nasce quindi circa a metà degli anni ’20 grazie a personaggi del calibro di BB McCollum, Harvey Stallard, Charles Stuart e Peter K. Thomas, all’epoca considerati innovatori e all’avanguardia, oggi giustamente ritenuti maestri indiscussi, che cercarono di studiare e replicare il movimento della mandibola rispetto al mascellare superiore durante i movimenti funzionali e parafunzionali per mezzo di uno strumento meccanico chiamato articolatore. I primi articolatori furono quindi costruiti seguendo l’idea che le due articolazioni temporo mandibolari funzionassero assieme sul modello di un asse-cerniera: ciò però non permetteva una comprensione completa di tutti i movimenti ed dei rapporti occlusali.

Attualmente nell’ambito della gnatologia ci sono due filosofie di trattamento “rivali”.

La filosofia nata per prima è quella basata sulla convinzione che la cerniera temporomandibolare sia imperniata su di un asse di rotazione situato nella fossa glenoidea del cranio. Tutta l’occlusione sarebbe guidato e riunita in un ordine finemente sintonizzato, determinato dall’asse di rotazione mandibolare. L’enfasi è maggiore è posta sulla occlusione e sulla posizione comune di riferimento, che è chiamata “relazione centrica”.

La filosofia più recente è quella neuromuscolare, basata sul principio secondo il quale le due articolazioni temporomandibolari sono in una posizione di riposo fisiologico basata sulla guida dei muscoli e stabilizzata dall’occlusione dei denti superiori con quelli inferiori. L’enfasi è su una posizione fisiologica della mandibola rispetto al cranio (posizione di riposo neuromuscolare). E’ la fisiologia dei muscoli a riposo che supporta una occlusione fisiologica e permette di mantenere la stabilità di tutte le tre entità coinvolte nella cosiddetta “triade gnatologica”: le articolazioni temporo-mandibolari, i muscoli ed i denti.

Entrambe queste filosofie sono fortemente dibattute tra i clinici che si occupano del trattamento delle patologie gnatologiche. Con tutte le sue sfide (che includono il trattamento e la gestione della mandibola, dei muscoli della masticazione, delle strutture portanti dei tessuti duri e molli delle articolazioni temporo-mandibolari, dei fattori sia fisici sia emotivi che interessano i pazienti), la posizione delle articolazioni temporo-mandibolari è stata oggetto di una grande contesa tra le varie scuole di pensiero, spesso con forti opinioni personali per sostenere il punto di vista di ognuno, frutto dell’esperienza clinica e degli insegnamenti ricevuti.

Terapia Delle Patologie Gnatologiche

Le Disfunzioni Cranio-Cervico-Mandibolari, di cui le Disfunzioni delle A.T.M. (Articolazioni Temporo-Mandibolari) fanno parte, se non vengono diagnosticate e curate in tempo dallo specialista, possono generare patologie a volte croniche (strumenti dentista).

Una disfunzione delle A.T.M. è una condizione in cui una o entrambe le articolazioni non funzionano più secondo la norma fisiologica, in cui è prevista una corretta interposizione del menisco articolare tra i due capi articolanti, cioè tra il condilo mandibolare e la cavità articolare (glenoidea), situata nelle ossa temporali, poste ai due lati del cranio.

Ogni cavità glenoidea riceve e permette l’articolazione di uno dei due condili mandibolari. Ogni disfunzione delle A.T.M. dà luogo ad un corredo sintomatologico più o meno marcato, in relazione alla entità delle lesioni procurate e del tempo da cui essa persiste.

Il menisco articolare interposto tra i due capi articolari delle A.T.M., cioè tra la cavità glenoidea dell’osso temporale ed il condilo mandibolare, è un cuscinetto composto da fibrocartilagine (duro-elastico) con finalità ammortizzante, che serve a rendere possibile la loro corretta articolazione e la loro corretta e fluida funzione.

Una Disfunzione Muscolare Cranio-Mandibolare, è una manifestazione clinica accompagnata da sintomi dolorosi (cefalea, algie facciali, tensioni), che coinvolgono la muscolatura cranio-mandibolare durante una disfunzione delle A.T.M. . Il cranio e la mandibola sono infatti immersi in una massa di muscoli, che risentono dell’alterato rapporto anatomico e funzionale delle A.T.M. patologiche.

I sintomi più frequenti di una disfunzione delle A.T.M. possono essere locali: limitazione di apertura della bocca, dolore e rumori delle A.T.M. (Click – Clack – Pop – Snap – Scrunck).

Ma possono essere presenti sintomi su un territorio anatomico più esteso con: cefalea, cervicalgia, riduzione dell’udito, dolori irradiati all’orecchio, agli zigomi, tensioni facciali, fischi o ronzii all’udito, capogiri, torcicollo, parestesia alle spalle, agli arti superiori, alle mani, fastidio o dolore alla deglutizione.

I sintomi più estremi possono esibirsi con blocco articolare acuto o cronico (limitazione di apertura, fino al blocco in apertura e chiusura della bocca), dolori insopportabili, sindromi simil-trigeminali (dolori trafittivi o a scossa elettrica in zona cranio-facciale).

Le cause più frequenti di una disfunzione delle A.T.M. o di una Disfunzione Muscolare sono:

  • malocclusione (contatti dentali non idonei tra le due arcate dentali e/o cattivo allineamento dei denti);
  • asimmetria di crescita cranio-facciale;
  • respirazione orale;
  • traumi diretti o indiretti cranio-cervico-mandibolari;
  • vizi di postura;
  • patologie ortopediche e/o fisiatriche, con coinvolgimento della postura cranio-cervicale;
  • ansie e stress;
  • parafunzioni (digrignare o serrare i denti, masticare gomme, mordicchiare unghie e/o oggetti);
  • lassità legamentosa (ipermobilità articolare, frequente nelle donne).

Tutte queste rappresentano le cause più frequenti di una Disfunzione Cranio-Cervico-Mandibolare (muscolare, ossea, articolare).

La terapia è quindi una diretta conseguenza della diagnosi: nel caso di patologie muscolari l’obbiettivo sarà il rilassamento ed il ricondizionamento muscolare, attraverso l’utilizzo di bite di svincolo e (se necessario) di farmaci miorilassanti; nel caso di patologie intra-articolari l’obbiettivo sarà, a seconda della gravità del danno anatomico, il riposizionamento mandibolare al fine di recuperare una corretta posizione del disco o la decompressione articolare, qualora il disco sia irrecuperabile, tramite bite.

Il raggiungimento di una occlusione stabile in posizione terapeutica contribuisce certamente al mantenimento nel tempo della remissione ottenuta dopo la terapia gnatologica. Questa stabilità può essere raggiunta: tramite piccole modifiche (molaggio occlusale) dell’anatomia delle superfici dei denti in caso di piccole discrepanze; tramite l’esecuzione di restauri protesici parziali (intarsi) o completi (corone) in caso di discrepanze di media entità; tramite riposizionamento ortodontico dei denti in caso di discrepanze importanti (micro motore).

Comments

A chi è dedicata la chirurgia computer assistita?

La tecnica risulta particolarmente adatta per tutti i pazienti che desiderano garantirsi un decorso postoperatorio particolarmente favorevole, in grado di non interferire con le comuni attività quotidiane (ad es. lavorative).
L’implantologia computer assistita grazie alla ridotta invasività, alla rapidità di esecuzione e alla conseguente possibilità di praticare anestesia a basso dosaggio risulta la tecnica d’elezione per il trattamento del paziente anziano, di quello fobico o del paziente affetto da alcune patologie sistemiche.

Quali vantaggi offre la chirurgia guidata?

●Interventi più veloci e precisi
●Minima invasività chirurgica
●Assenza di sanguinamento, gonfiore e dolore
●Rispetto e bypass di strutture anatomiche delicate e/o sensibili
●Riabilitazione più rapida

L’implantologia senza bisturi può essere praticata in ogni caso?

Non tutti i casi implantari possono essere trattati attraverso questa metodica.
Ad esempio quando è necessario rigenerare osso contestualmente all’inserimento degli impianti è inevitabile il ricorso alla tecnica tradizionale (Modelli denti).

I costi per questo genere di procedure sono molto elevati?
La tecnica impone delle strumentazioni e delle utilities (guida chirurgica) che hanno dei costi accessori.
Nel complesso della riabilitazione implantoprotesica la spesa da sostenere per le procedure di chirurgia guidata incide comunque marginalmente poiché viene in parte compensata dalla contrazione dei costi legata all’esecuzione di un intervento chirurgico più rapido (Lampada scialitica).

Comments

8 modi per curare il bruxismo

La cura approfondita del bruxismo viene considerata solamente quando questo diventa un reale problema per la salute e la vita quotidiana.

●Primo passo fondamentale è il posizionamento di una placca tra le arcate, con la funzione di arginare i movimenti anomali e richiamare l’attenzione del paziente sulla parafunzione (il bruxismo non è una vera e propria malattia ma viene definito ‘parafunzione’) e sull’importanza di controllarla (strumenti dentista).
Il successivo iter terapeutico può prevedere:

●Diari comportamentali per informare il paziente
●Autoterapia e Fisioterapia: vari esercizi sono studiati per permettere il rilassamento e lo stretching dei muscoli masticatori
●Termoterapia e massaggi: grazie al caldo la muscolatura si prepara per gli esercizi e il freddo è in grado di tenere sotto controllo i dolori acuti
●Chirurgia ortognatica: nel caso di gravi malposizioni delle ossa mascellari
●Prolungamento ad oltranza dell’utilizzo della placca occlusale
●Trattamento ortodontico e protesico: per ricreare una corretta postura dento-mascellare
●Terapia farmacologica: per ridurre l’infiammazione e l’iperattività muscolare

Compiti a casa

Le terapie tradizionali devono essere affiancate da esercizi che permettono un rilassamento diffuso dei muscoli, quindi porta a casa i compiti ed esercitati!

●Apri la bocca fino a sentire i muscoli tirare – rimani nella posizione per 20 minuti
●Chiudi la bocca fino a far toccare le labbra e riaprire lentamente – ripeti per 5 volte, almeno 4 volte al giorno o quando si tende a serrare i denti
●Riprendi il primo esercizio con un pugno chiuso sotto al mento e mantieni una lieve pressione durante i movimenti di apertura e chiusura della bocca – ripeti per 20 volte, tenendo fermo il pugno.
Non è difficile vero? Con un po’ di costanza e buona volontà, tenere a bada il bruxismo non sarà un problema…inizia ora (micro motore)!

Comments

Sbiancare i denti gialli

Certo, Photoshop, può sbiancare i denti gialli con un semplice ritocco grafico, ma il suo effetto (purtroppo) è solamente virtuale. Malgrado non esista ancora la bacchetta magica in grado di far brillare i denti gialli in un batter d’occhio, è possibile avvalersi di alcuni accorgimenti semplici e piuttosto efficaci. Madre Natura ci aiuta anche in questa occasione, offrendo una vasta gamma di prodotti sbiancanti naturali, indicati per i denti gialli.

Tra i rimedi naturali più degni di nota, ricordiamo:

Bicarbonato di sodio: rimedio contro i denti gialli, da utilizzare comunque con moderazione. Un uso smodato di dentifrici o polveri di bicarbonato di sodio può danneggiare lo smalto del dente, favorendo paradossalmente la formazione di macchie, processi cariogeni, sanguinamento gengivale, ipersensibilità dentale e, perfino, pulpite.
Salvia: una foglia fresca di salvia strofinata sui denti costituisce un rimedio naturale relativamente efficace per contrastare i denti gialli
Acido malico ricavato da alcuni frutti. Applicata sui denti gialli, la polpa di fragole e mele (ricca in acido malico) può attenuare le macchie ocra e sbiancare i denti gialli(prodotti odontoiatrici).
Limone (gargarismi con succo di limone e sfregamento della sua buccia direttamente sui denti). Il limone è un rimedio naturale particolarmente indicato per rimuovere le macchie gialle dai denti danneggiati dal fumo di sigaretta. Tuttavia, ricordiamo che il limone non deve essere utilizzato quotidianamente per sbiancare i denti gialli: un simile comportamento può arrecare danni allo smalto a causa dell’eccessiva acidità del limone.

Quando la patina gialla che ricopre i denti è particolarmente tenace da rimuovere con i rimedi naturali, non resta che ricorrere allo sbiancamento chimico dei denti. Anche in questo caso, le possibilità per schiarire i denti dalle macchie sono numerose e differenti:
Bleaching professionale con perossido di idrogeno al 35-38% o con bicarbonato di sodio
Sbiancamento denti professionale con il laser
Applicazione di mascherine personalizzate in silicone morbido contenenti Perossido di carbamide (altro agente sbiancante)
Penna sbiancante per denti (rimedio “fai-da-te” per sbiancare i denti gialli)
Per approfondire, leggi l’articolo: Rimedi Denti Gialli(lampada per Sbiancamento)

Comments

« Previous entries Nächste Seite »